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LECCE, 14 ottobre 2008 - "L’Italia è più forte, ma nel calcio può succedere di tutto". Mirko Vucinic nella sua Lecce, dove ha giocato sei anni, trasformandosi da giovane promessa in attaccante di livello internazionale, sintetizza così lo stato d’animo della matricola Montenegro alla vigilia della sfida con gli azzurri. Una sfida inedita. Nella porta della sala stampa salentina è effigiata la faccia festante di Mirko, mentre festeggia da leccese un gol con Cassetti, adesso suo compagno di squadra alla Roma. Lecce non è un posto come un altro, e lui non fa nulla per negarlo: "Il pubblico di Lecce? Qui mi hanno fatto crescere. I leccesi, non solo il club. Mi sono rimasti tantissimi bei ricordi".
ORGOGLIO - "L’Italia ha molti grandi giocatori, noi siamo giovani, ma giochiamo con il cuore per la Nazionale. Non mi accontenterei di giocare bene e poi perdere la partita. Il pari mi andrebbe bene, ma cercheremo di vincere. I disordini di Sofia? Se c’è un deficiente che fa cori razzisti è difficile fare qualcosa. Non riuscirei a scegliere tra una vittoria del Montenegro sull’Italia ed una della Roma sull’Inter. Vorrei vincerle entrambe". |
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